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Pierpaolo Sileri, sottosegretario al ministero della Salute ma prima di tutto medico, nel mirino e al centro di un’indagine aperta dal suo ordine professionale. Il sottosegretario è infatti accusato di aver lavorato per il pubblico e per il convenzionato insieme, vicenda sdoganata tempo fa da Le Iene e arrivata ora all’Ordine dei Medici che ora è chiamato a pronunciarsi sulla possibilità che il grillino, mentre era al governo, sia inciampato in un – vietato – conflitto di interessi.

La vicenda inizia oltre due anni fa quando il consigliere regionale e vice presidente della commissione Sanità, Antonello Aurigemma, invia alla direzione sanitaria della Regione una serie di esposti proprio sul comportamento professionale di Pierpaolo Sileri. Per due anni però nessuna risposta, fino a quando il caso diventa politico e dunque la regione inizia con gli accertamenti.

Nel dettaglio, a Sileri viene contestato di aver lavorato all’interno della clinica Villa Claudia di Roma (una struttura convenzionata con il sistema sanitario regionale) mentre si trovava in aspettativa all’università di TorVergata. Il caso si ingrossa quando a settembre, con due note, il consigliere Aurigemma torna a chiedere chiarimenti all’assessore alla Sanità Alessio D’Amato. Ed eccoci al punto in cui la Regione Lazio inizia a muoversi: una lettera all’ordine dei Medici che ha come oggetto “Informativa riguardante l’attività professionale svolta dal professor Paolo Sileri presso la casa di cura Nuova Villa Claudia”.

“Sileri si è più volte smentito – afferma Antonello Aurigemma di Fratelli d’Italia -: all’inizio ha assicurato di non aver mai effettuato prestazioni sanitarie e visite, poi ha dichiarato che erano lezioni stabilite da un protocollo universitario, e infine che era un dipendente dell’Università e non del Policlinico e per questo non incompatibile. In realtà, la risposta della regione alle mie interrogazioni dimostra che il sottosegretario ha effettuato prestazioni sanitarie e visite presso una struttura convenzionata con il Servizio Sanitario Regionale contravvenendo alla legge nazionale e di fatto confermando che il Vice Ministro non ha detto la verità”, accusa il meloniano. La palla ora passa all’Ordine dei Medici, che dovrà stabilire se quanto detto da Sileri possa rappresentare una violazione della legge oppure no.



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