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Il glifosato è un pesticida riconosciuto come probabile cancerogeno dallo IARC, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Di parere opposto è invece l’EFSA, l’Autorità che si occupa di sicurezza alimentare nell’Unione europea, che ritiene improbabile la sua cancerogenicità.
In presenza di due pareri discordanti, il principio di precauzione imporrebbe che il prodotto chimico venga bandito ovunque, purtroppo, invece, continua ad essere venduto, utilizzato e, quindi, ad arrivare sugli alimenti che mangiamo.
Quattro Paesi europei (Francia, Svezia, Olanda e Ungheria) hanno trasmesso all’EFSA un parere favorevole alla sua autorizzazione, nonostante negli Stati Uniti diverse sentenze di giudici federali abbiano condannato la Bayer Monsanto (una delle principali produttrici mondiali) a risarcimenti miliardari in favore di agricoltori danneggiati con patologie oncologiche.
Secondo il professor Giuseppe Altieri, agroecologo insignito con il premio internazionale Padre Pio nel 2016, l’industria agrochimica andrebbe smantellata e convertita in agroecologia.
“Tutti i pesticidi chimici e i disseccanti devono essere banditi dall’agricoltura. Il biologico e i prodotti naturali danno risultati migliori”. I loro costi maggiori potrebbero essere coperti grazie ai fondi europei, se questi venissero correttamente utilizzati.



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