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Diverse organizzazioni per i diritti umani hanno sporto denuncia alla Corte penale internazionale (ICC) per i crimini più gravi contro i rifugiati in Libia e accusano l’UE di collaborare. Le accuse sono innumerevoli crimini, dalla privazione della libertà alla tortura, dallo stupro e dalla riduzione in schiavitù all’omicidio; i presunti responsabili sono guardie nei campi profughi libici e noti capi delle milizie. Per quanto riguarda la difesa dell’UE contro i rifugiati, si dice che, cercando di impedire la fuga dalla Libia, gli “attori europei” hanno reso possibili in numerosi casi “crimini contro l’umanità”. Lo dimostrano le organizzazioni per i diritti umani con gli sforzi sistematici dell’UE e, soprattutto, dei suoi Stati membri del sud per trasferire i poteri di salvataggio in mare alla Libia e per consentire alla guardia costiera libica di raccogliere barche di profughi. Gli avvocati per i diritti umani avevano già intentato un’azione penale contro l’UE e i suoi Stati membri presso la Corte penale internazionale nel giugno 2019. La pressione sull’UE aumenta anche negli organi delle Nazioni Unite.

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