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Ma tu guarda alle volte il caso. La Libia – uno scatolone pieno di sabbia e di idrocarburiripiomba nel caos alla vigilia delle elezioni che dovevano restituirle la stabilità perduta dieci anni fa per l’assassinio di Gheddafi. Con la ritrovata stabilità, la Libia avrebbe potuto fornire di nuovo all’Italia e all’Unione Europea il preziosissimo gas. Il gas libico servirebbe come l’aria che si respira: e non solo come il pane.

Il rinnovato caos libico perfeziona lo strangolamento energetico di Italia ed UE. Intanto gli Stati Uniti fanno silenziosamente la ola. Sperano che un’Europa disperata acquisti a piene mani il loro gas liquefatto. Un gas più caro di quello che arriva dalla Russia e dal Nord Africa attraverso i gasdotti. Il prezzo infatti incorpora i processi di liquefazione, trasporto via nave e rigassificazione.

E come si è verificato lo strangolamento energetico che l’Italia e l’UE ora subiscono? Gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo fondamentale nella caduta di Gheddafi che ha portato alla destabilizzazione della Libia e alla riduzione ai minimi termini delle sue esportazioni di gas. Hanno avuto un ruolo fondamentale nella crisi 2014 dell’Ucraina, che ha causato uno stop all’arrivo di gas russo via Ucraina nell’UE e tutte le perduranti tensioni: commerciali e non solo. Ora si oppongono al gasdotto Nord Stream II, che darebbe un po’ di sollievo all’Europa. Trattano inoltre l’attuale crisi ai confini Est dell’Europa senza alcun riguardo per l’UE e per la sua necessità di approvvigionarsi di gas. Flirtano spudoratamente con uno scenario che aggrava i nostri guai.

Ai tempi di Gheddafi, tutte le esportazioni di gas libico erano dirette in Europa: passavano dall’Italia e dal gasdotto Green Stream  che sbocca a Gela. Ora il Green Stream è ampiamente sotto utilizzato e la Libia fornisce solo il 4,5% del gas consumato dall’Italia: di petrolio libico, non si parla nemmeno.

Contribuisce allo strangolamento energetico dell’Italia e dell’Europa la quasi-guerra fra Algeria e Marocco. Per questa ragione ha smesso di funzionare il gasdotto MEG (Maghreb Europe Gas Pipeline), che conduce in Spagna il gas algerino. Quest’ultimo rappresentava circa il 12% delle importazioni UE di gas. Il 12% può sembrare poco, ma è una quantità vitale quando il gas è poco.

Così, con la Libia di nuovo nel caos, presumibilmente il Nord Africa non potrà aiutare la UE e l’Italia ad uscire dalla crisi del gas. Senza gas non si produce energia elettrica, le case sono fredde, le fabbriche non funzionano: a meno di non svenarci per comprare gas liquefatto americano. Ma ormai pare che gli Stati Uniti possano agevolmente convincere l’UE e l’Italia a compiere questa scelta suicida.

DON QUIJOTE

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