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Il prezzo del gas è in aumento da marzo 2021. E la crisi energetica che investe il Vecchio Continente era ampiamente prevedibile. Alla base ci sono infatti errori strategici dell’Unione Europea, precedenti la guerra tra Russia e Ucraina iniziata a febbraio 2022. Ce ne parla Demostenes Floros – docente universitario, analista geopolitico ed economico -, intervistato dal fotogiornalista Giorgio Bianchi. L’aumento dei prezzi deriva da fattori di mercato, geopolitici e legati alla transizione energetica. In particolare sono cambiate le modalità contrattuali di acquisto della materia prima: in passato il prezzo del gas naturale era calcolato al barile e su contratti di lungo periodo. Di recente Bruxelles, con il supporto degli Stati Uniti, ne ha chiesto la modifica, in favore di contratti di breve periodo: credeva, con il gioco della domanda e dell’offerta, di ridurre la rendita energetica della Russia. A ciò si aggiunga che la Ue dipende dall’estero per il 60% dei suoi consumi, mentre gli Usa al contrario sono esportatori di energia…

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