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Due operai sono morti congelati nel deposito di azoto liquido della sede dell’ospedale Humanitas a Pieve Emanuele, alle porte di Milano. Stando alle prime informazioni, riferite dai vigili del fuoco, i due – di cui non si conoscono le generalità – erano lavoratori di una ditta esterna e sarebbero deceduti per via di ustioni da congelamento. Le cause dell’incidente, comunque, sono ancora in via di accertamento. L’altra ipotesi è che il decesso dei due uomini – che stavano trasportando l’azoto – sia stata proprio un’intossicazione da azoto.

Al momento si trovano già sul posto il personale del 118, i vigili del fuoco, i carabinieri e la polizia locale. Nel frattempo l’area è stata messa in sicurezza per sospetto intossicamento. Il tragico ritrovamento è avvenuto nella tarda mattinata di martedì 28 settembre, verso le 11 e 30. I vigili del fuoco – intervenuti per primi – hanno subito messo in sicurezza la zona. Ma a nulla sono valsi purtroppo i soccorsi: le due vittime, trovate incoscienti, sono state dichiarate decedute dal medico legale. 

L’azoto liquido – come spiega il Corriere della Sera – è un fluido criogenico: viene mantenuto nel campo di temperature tra circa -210 °C e -195 °C. E proprio questa temperatura bassissima lo rende pericoloso. La drammatica notizia arriva proprio dopo l’incontro a Palazzo Chigi tra il premier Mario Draghi e i sindacati, che si sono visti ieri per discutere di sicurezza sul lavoro. Tra le misure per combattere l’emergenza: maggiori sanzioni per le aziende che non rispettano le regole, l’istituzione di una banca dati unica per gli infortuni e un’accelerazione per l’assunzione già programmata di 2mila nuovi ispettori.



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