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Carabinieri senza green pass cacciati dai loro alloggi all’interno delle caserme allo scoccare della mezzanotte scorsa. Lo segnala  su Facebook il Nuovo Sindacato Carabinieri, ma la stessa cosa può essere toccata anche ad altri militari per effetto di una circolare dello Stato Maggiore dell’Esercito che disciplina l’applicazione del passaporto sanitario.

Il documento stabilisce che l’obbligo del green pass si applica anche al “personale fruitore di Alloggi di Servizio Collettivi o accasermato/assegnatario di posti letto negli alloggiamenti di Reparto (inclusi quelli in ferma volontaria e gli allievi degli istituti di istruzione), concessi per ragioni di servizio”. In pratica, i posti letto all’interno delle caserme sono equiparati ai posti di lavoro: per accedere ai quali, a partire dalla mezzanotte di oggi, 15 ottobre, bisogna appunto esibire il green pass.

Nessun decreto ha mai imposto una azione del genere che non ha precedenti nella storia dell’Arma”, scrive su Facebook il Nuovo Sindacato Carabinieri, promettendo di intervenire “in ogni luogo” per difendere i colleghi “cacciati in mezzo alla notte” e costretti a “cercarsi mezzi di fortuna per passarla in maniera dignitosa”.

Oltretutto la circolare ha creato una disparità: gli alloggi di servizio annessi alle caserme nei quali i militari vivono insieme ai loro familiari non sono assimilati al posto di lavoro e da essi si può andare e venire tranquillamente.

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