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Il piano di pace della Cina per l’Ucraina fa paura agli Usa. Lo rifiutano, ma temono che piaccia al reso del mondo. Lo scrive Bloomberg, occidentalissima e di solito bene informata testata economica, sulla base di informazioni raccolte all’interno dell’amministrazione statunitense.

Si può aggiungere che gli Stati Uniti erano abituati a mediare la pace, e non a vedersi recapitare le altrui proposte di pace. La stretta di mano fra Arafat e Rabin nel cortile della Casa Bianca, che nel 1993 segnò il tentativo di riconciliazione fra palestinesi ed israeliani. L’accordo “del venerdì santo” che nel 1998 pose fine alla guerra civile in Irlanda del Nord. L’ “accordo di Abramo”, nel 2020, con il quale due Paesi arabi, gli Emirati e il Bahrein, normalizzarono i rapporti con Israele…

GLI USA PERDONO TERRENO INTERNAZIONALE

Quei tempi sono passati. Rispetto ad allora, il ruolo degli Stati Uniti sulla scena internazionale si è incredibilmente ridotto. In Medio Oriente è stata proprio la Cina, pochi giorni fa, a mediare lo storico accordo per la ripresa delle relazioni diplomatiche e dei rapporti economici fra l’Iran e l’Arabia Saudita, ex satellite petrolifero degli Usa. Un terremoto geopolitico: Stati Uniti tagliati fuori proprio là dove erano abituati a muovere i fili.

Terremotati in Arabia Saudita, ora gli Stati Uniti devono fare i conti anche con il piano di pace cinese per l’Ucraina. Quando Arafat e Rabin si stringevano la mano alla Casa Bianca, la Cina era lontana intere galassie – e relativi anni luce – dal poter anche solo sperare in un ruolo del genere. Di fronte al piano cinese, gli Usa temono di sembrare guerrafondai, riporta in sostanza Bloomberg. Temono inoltre che le proposte cinesi guadagnino consenso in un mondo stanco di guerra. Soprattutto in un Occidente stanco di guerra, si potrebbe precisare.

IL PIANO DELLA CINA PER LA PACE IN UCRAINA

Ridotto brutalmente ai minimi termini, il piano cinese per l’Ucraina prevede tre cose. Cessate il fuoco immediato, ritiro delle sanzioni unilaterali (in pratica, ritiro delle sanzioni contro la Russia), colloqui internazionali. Più che un piano di pace vero e proprio, sembra un piano per avviare trattative di pace. La Russia lo vede di buon occhio.

Gli Stati Uniti invece lo rigettano perché, dicono, il cessate il fuoco costituirebbe un riconoscimento delle conquiste territoriali russe in Ucraina. E dunque vanno incontro ai pesanti effetti collaterali che Bloomberg indica.

I RAPPORTI TRA USA E CINA

Questi effetti collaterali si sommano ad altre débâcle. Infatti la stessa Bloomberg nota, sebbene con un linguaggio sfumato, che gli Stati Uniti si ritrovano ora all’angolo. Dall’inizio della guerra in Ucraina, hanno tentato di tenere la Cina ai margini dello scenario internazionale ma non ci sono riusciti ed è anzi accaduto il contrario.

Cina e Russia hanno intrecciato relazioni sempre più strette. Dopo le sanzioni, la Cina ha preso il posto dell’Occidente nei rapporti economici con la Russia. Esercita fascino ed attrattiva sui grandi Paesi, tipo Brasile ed India, che rifiutano di schierarsi contro la Russia e a fianco degli Stati Uniti. E in più le relazioni fra Stati Uniti e Cina sono diventate pessime.

Praticamente dopo l’inizio della guerra in Ucraina l’aquila – il simbolo degli Stati Uniti – ha perso molte penne in giro per il mondo. Quelle che le restano sono mosce, bagnate ed arruffate. Bloomberg non usa questa immagine. Però in fondo le cose stanno così.

GIULIA BURGAZZI



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