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Un ministro che annuncia su Twitter la possibile Apocalisse va sempre preso sul serio. E davvero il blackout a livello UE che il ministro allo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti non esclude “rispetto all’attuale assetto dell’approvvigionamento energetico” costituisce una prospettiva apocalittica. O forse costituisce una benedizione, anche se certo non per noi comuni mortali: dipende dal punto di vista.

Costringere la gente e le aziende a consumare meno energia elettrica, attraverso un blackout o attraverso il razionamento dell’energia necessario per evitare un blackout, in fondo è un modo per fare abbassare i consumi e contenere l’inflazione. L’inflazione è una minaccia per l’UE di cui i Draghi e i Giorgetti sono emanazione. Il blackout costituisce il prezzo che il Governo attualmente in carica è disposto a farci pagare pur di puntellare Bruxelles?

Lo spettro di un blackout europeo è in circolazione da diverse settimane: del resto, la scarsità continentale di gas è la sua indubbia precondizione oggettiva. Però dipende dalle scelte politiche disinnescare la causa (cosa che invece  nessuno si sogna) o lasciare che il blackout europeo si verifichi, piegandolo poi a determinati fini.

Le reti elettriche dei Paesi europei sono strettamente interconnesse. Se ne salta una sola, facilmente si produce un effetto domino. Conseguenza: tutta Europa al buio per molti, molti giorni. Infatti dopo il blackout del 2003 per far tornare l’elettricità in Italia furono necessarie 20 ore. Far tornare l’elettricità a livello continentale sarebbe un’operazione ben più complessa e più lunga, in proporzione alla scala geografica del disastro.

Se manca l’energia elettrica, non manca solo la luce nelle case e nelle strade. Non funzionano i ripetitori dei telefoni cellulari, gli acquedotti, le casse e i frigoriferi dei supermercati… Uno scenario terribile, soprattutto se prolungato.

E dunque c’è anche il caso che ci vengano a dire: dobbiamo razionare l’elettricità e il gas nelle case e nelle aziende per evitare un blackout continentale, che costituirebbe un guaio ben peggiore.

L’effetto dell’energia razionata sarebbe la depressione di produzione e consumi – dunque inflazione bassissima come durante i lockdown – e la stessa cosa, peraltro, si verificherebbe in caso di un prolungato blackout continentale.

In questa seconda eventualità tuttavia la paura e la rabbia della gente impossibilitata a soddisfare le più essenziali necessità quotidiane potrebbero costituire un ottimo pretesto (un altro pretesto?) per mandare i militari nelle strade.

Contenimento dell’inflazione grazie ad un blackout europeo abbinato ad una stretta autoritaria: se vogliono farci rimpiangere perfino i lockdown, quella è indubbiamente la strada migliore.

DON QUIJOTE

 

 

 

 



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