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Non solo Domenico Arcuri. Anche il suo successore, il generale Francesco Figliuolo, è incappato in qualche scivolone. Lo rivela Mario Giordano durante Fuori dal Coro. Nella puntata del 28 settembre il conduttore di Rete Quattro lancia un servizio che “il commissario per l’emergenza coronavirus deve assolutamente vedere”. L’oggetto? “Un bando del 26 agosto di mascherine che non passano i test di sicurezza”.    

Si tratta, a conti fatti, di almeno un milione di dispositivi. “Sono mascherine a marchio Ce, ma qualcosa non torna perché sembrano delle Ffp2 ma non hanno gli stessi requisiti”. E infatti per quelle acquistate dal generale Figliuolo non è richiesta la tenuta sul volto. Sostanzialmente non è una FFP2 ma una mascherina chirurgica. “Non possono scrivere FFP2, già il fatto che sia passato come nome commerciale è molto, molto borderline: è un dispositivo di protezione ma non è una FFP2. Ha dei requisiti minori, non è richiesta prova di tenuta sul volto. Una mascherina che non passa questa prova non serve a niente, fa la chirurgica sostanzialmente, non ti protegge”. conferma Marco Zangirolami, titolare del laboratorio Fonderia Mestieri.      

Poi è la volta del farmaco contro il Covid. Dopo la battaglia di Fuori dal Coro l’Agenzia italiana del farmaco ha dato il via libera all’antinfiammatorio anakinra e ad altri due farmaci (baricitinib e sarilumab) per curare il virus. “Inizialmente si sono inferociti tutti – spiega il giornalista -, poi l’Aifa ha dato l’ok. Sicuramente l’Agenzia anche senza noi l’avrebbe fatto ma non posso che essere contento”, conclude soddisfatto parlando con la sagoma in studio del generale Figliuolo.  



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