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Il professor Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina 2008, si è spento serenamente l’8 febbraio 2022 alla presenza dei suoi figli.
18 agosto 1932 – 8 febbraio 2022.
Riposa in Pace.

L’annuncio è stato dato dal giornale FranceSoir con questo tweet e pare sia confermato da una delle sue assistenti

Luc Montagnier era un uomo semplice e modesto, qualunque cosa dicano i suoi detrattori. Veniva da una famiglia di Berry, l’unico figlio di un dottore commercialista e di una madre casalinga. Un giubbotto giallo da premio Nobel in un certo senso.

Questo immenso biologo e virologo francese era entrato nel 1960 nel Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica (CNRS), di cui sarebbe poi diventato Direttore Emerito della Ricerca, fu professore all’Institut Pasteur, dove dal 1972 dirigeva l’unità di oncologia virale al 2000, professore e direttore del Center for Molecular and Cellular Biology al Queens College della City University di New York, prima di dirigere un istituto di ricerca presso la Shanghai Jiao-tong University. Fu anche membro dell’Accademia delle Scienze e dell’Accademia Nazionale di Medicina.

Con Françoise Barré-Sinoussi e Harald zur Hausen, ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina nel 2008, per la scoperta, nel 1983, del virus dell’immunodeficienza umana (HIV) responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS). Il suo ruolo nella scoperta di questo retrovirus è tuttavia discusso.
Dalla fine degli anni 2000 aveva moltiplicato le posizioni estranee alle conoscenze in biologia e medicina e prive di qualsiasi base scientifica. In particolare, ha difeso le teorie della “memoria dell’acqua” di Jacques Benveniste, il teletrasporto del DNA e ha preso posizione contro i vaccini. Gli scettici dicevano fino a poco tempo che è affetto dalla “malattia da Nobel” (che consiste, per un premio Nobel, nell’iniziare a lavorare su argomenti di cui non ha competenza o su pseudo teorie-scienziati). Queste posizioni lo hanno portato ad essere emarginato dalla comunità scientifica.

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Nel 1983 fu la scoperta con i suoi collaboratori Jean-Claude Chermann e Françoise Barré-Sinoussi di un nuovo retrovirus umano, il Lymphadenopathy Associated Virus (LAV), ora riconosciuto come il virus che causa l’AIDS. Il team guidato da Luc Montagnier dall’inizio di questa scoperta ha cercato, in condizioni difficili, di caratterizzare questo nuovo virus e di dimostrarne il ruolo nell’AIDS, in particolare studiando le sue proprietà biologiche e sviluppando il punto di un test diagnostico sierologico.

Nel 1986, il gruppo di Luc Montagnier ha scoperto un secondo virus associato all’AIDS nell’Africa occidentale, ma molto diverso dal primo in termini di sequenze molecolari.

Luc Montagnier è stato il primo capo del nuovo dipartimento “AIDS e retrovirus” dell’Institut Pasteur di Parigi, che ha diretto dal 1991 al 19975.

Inoltre, Luc Montagnier ei suoi collaboratori dimostrano che i micoplasmi aumentano considerevolmente l’effetto citopatogeno del virus. Questa osservazione è il punto di partenza per la ricerca in corso sul ruolo dei cofattori infettivi nella virulenza e nell’effetto patogeno del virus, ricerca che potrebbe portare a nuovi approcci terapeutici e vaccinali.

Nel 1993 ha creato la Fondazione Mondiale per la Prevenzione e la Ricerca sull’AIDS (FMPRS), sotto l’egida dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO), il cui scopo è creare centri di ricerca in Africa6. Nel 1997, all’età di 65 anni, poté continuare a lavorare come ricercatore emerito, ma la legge gli proibì di dirigere un laboratorio di ricerca in Francia. È per questo motivo che da quell’anno fino al 2001 è stato professore e direttore del Center for Molecular and Cellular Biology al Queens College della City University di New York.

Con il collega italiano Vittorio Colizzi, Luc Montagnier partecipa a diversi convegni, in particolare in Africa, per combattere la diffusione dell’HIV.

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Nel 2010, Luc Montagnier ha annunciato che stava fuggendo dal “clima del terrore intellettuale” in Francia per assumere la direzione di un nuovo istituto di ricerca in Cina presso l’Università Jiao-tong di Shanghai, al fine di proseguire la sua ricerca sulla formazione indotta dal DNA “nanostrutture” in acqua.

Nel 2012, mentre Montagnier avrebbe dovuto presiedere un laboratorio di ricerca in Camerun, altri 44 premi Nobel hanno firmato una lettera al presidente del Paese per denunciare “[le soluzioni di Montagnier] che non hanno inizio di evidenza scientifica” e avvertirlo di “un impatto disastroso sulla la qualità del sistema sanitario in Camerun”. Nel novembre 2017, durante una conferenza al fianco di Henri Joyeux, ex medico anti-vaccino, e le cui teorie erano anche controverse, Montagnier firmò, secondo Le Figaro, “la sua condanna a morte scientifica, dopo un lento naufragio”: in poche settimane, più di cento scienziati condannano in una petizione i suoi commenti irresponsabili sui rischi che sostiene ai vaccini.

Marginale secondo alcuni, fin dagli anni 2000 è stato oggetto di forti critiche e persino accusato di ciarlataneria. Afferma che il DNA emetterebbe spontaneamente onde elettromagnetiche quando è fortemente diluito in acqua, il che consentirebbe il “teletrasporto del DNA”. Secondo lui, il trattamento delle persone autistiche potrebbe essere fatto con l’aiuto di antibiotici, poiché l’autismo, secondo lui, è in parte dovuto alle infezioni batteriche, ma anche alla cura dell’AIDS in Camerun attraverso il cibo e l’omeopatia. Le sue affermazioni polemiche si basano in particolare sulle teorie della “memoria dell’acqua” di Jacques Benveniste.

Gli scettici dicono che soffra di “malattia da Nobel” (che consiste in un premio Nobel che inizia a lavorare su argomenti di cui non ha competenza o su teorie pseudo-scientifiche).

Il 7 novembre 2017 ha partecipato con Henri Joyeux a una conferenza stampa in cui ha dichiarato di essere d’accordo con diverse argomentazioni anti-vaccino che sono state confutate dalla comunità medica:

si dice che i vaccini siano responsabili della sindrome della morte improvvisa del lattante e Montagnier dichiara di avere “un fascicolo legale statunitense riguardante un bambino morto negli Stati Uniti dopo essere stato vaccinato”;
i coadiuvanti a base di sale di alluminio sarebbero “responsabili di una tempesta immunitaria nei neonati”;
il “paracetamolo, che diamo ai bambini quando hanno una reazione al vaccino, è veleno”.

Un centinaio di accademici di scienze e medicina hanno co-firmato una colonna a seguito di questo evento, i quali hanno ritenuto che Montagnier “sta usando il suo premio Nobel per diffondere, al di fuori delle sue competenze, messaggi pericolosi per la salute, sfidando l’etica che dovrebbe governare la scienza e la medicina “. Secondo la Swiss Medical Review, il professore – “sedotto dall’irrazionale” – è stato “smentito dall’Institut Pasteur, di cui è tuttora professore emerito, e denunciato dall’Accademia nazionale di medicina, di cui è tuttora membro senza mai più metterci piede”.

Montagnier afferma: “Alcuni bambini muoiono 24 ore dopo essere stati vaccinati. Abbiamo ancora il diritto di interrogarci su questa correlazione temporale. È solo buon senso. Robert Cohen, professore di pediatria all’ospedale di Créteil, risponde che è semplice spiegare questa correlazione temporale: i primi mesi di vita di un bambino sono sia quelli in cui è più frequente la morte improvvisa, sia quelli in cui viene vaccinato. È quindi naturale che, statisticamente, si verifichino decessi improvvisi a pochi giorni dalla vaccinazione.

È stato premiato il 6 ottobre 2008 per il suo lavoro sul virus dell’AIDS, la “scoperta del quale è stata essenziale per l’attuale comprensione della biologia di questa malattia e per il suo trattamento antiretrovirale”, secondo il comitato del Nobel.


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5 commenti su “È morto il premio Nobel Luc Montagnier! Lo ha annunciato come un fulmine a ciel sereno il quotidiano France Soir

  1. ….quando una persona si spegne, è sempre un momento di tristezza.
    Possiamo immaginare quando si spegne una persona come Luc Montagnier, grande uomo, grande scienziato, molto umano, molto rispettoso della vita altrui, che in questo momento di emergenza, ha dato il suo contributo, che non è stato preso in considerazione, anzi è stato anche deriso è offeso da tanti medici, che della loro specialistica, hanno fatto un mestiere di spettacolo in TV, per radio e sui giornali, tanto da far rivoltare nella tomba Ippocrate !
    Riposa in pace caro Luc Montagnier

  2. ho appreso poi della conferma dopo le smentite :’-(
    (ad ogni modo, per i più fragili, hanno “bloccato” gli anticorpi monoclonali, nonostante fossero efficaci anche come prevenzione, e che potevano essere pure tarati meglio sulle singole varianti, con quelli di seconda generazione poi si possono iniettare anche con una puntura intramuscolo e soprattutto senza i noti effetti collaterali dei vaccini a mRNA e altro…)

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