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È solo un’anticipazione di un lavoro più ampio di analisi dei dati dei social network ma già fa discutere, e monta la rivolta per chi ci vede dietro una “lista di proscrizione” che espone deliberatamente i presunti filo-Putin e filorussi italiani. Alex Orlowski, esperto in cyber-propaganda, ha pubblicato su Twitter “”un piccolo anticipo dei dati che stanno emergendo, fra circa 8 ore avremo tutti i risultati estrapolati da 450mila account che hanno evidenziato 569 ZZzzeta Italiani. Ecco la lista provvisoria dei più seguiti dagli #Zeta”, si legge nel post che elenca una serie di presunti sostenitori della Russia nella guerra in Ucraina che hanno diffuso sui social la celeberrima “Z”, segno distintivo dell’”operazione militare speciale”, come a Mosca si riferiscono al conflitto ucraino. 

Nella lista emergono molti nomi noti come il filosofo Diego Fusaro, lo psichiatra Alessandro Meluzzi, il giornalista Mario Giordano e la sua trasmissione Fuori dal coro, il parlamentare e critico d’arte Vittorio Sgarbi, l’ex grillino Davide Barillari, il sito Byoblu e anche l’ambasciata russa in Italia. 

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Il leader di Italexit, Gianluigi Paragone, che naturalmente è stato inserito nell’elenco dei filo-Putin redatto da Orlowski, commenta tra l’ironico e l’indignato: “A spasso per Roma antica?”, lanciando gli hashtag #ListeDiProscrizione e #Draghistan. L’europarlamentare Francesca Donato, anche lei nella lista, chiede: “Può magari spiegare cosa sarebbero gli ZZzzeta e il motivo per cui sta indagando su chi seguono sui social? Per conto di chi opera e a quale fine?”.

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