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L’Ucraina ruba il gas russo diretto in Europa che attraversa il suo territorio: o almeno, di questo la accusa Gazprom. Se la situazione non si risolve, a partire da lunedì 28 novembre 2022 la stessa Gazprom ridurrà le consegne di gas all’Europa per una quantità pari a quella che l’Ucraina, a suo dire, trattiene illegalmente per sé. Si tratterebbe in media di circa 2,6 milioni di metri cubi al giorno. L’Ucraina si proclama innocente.

L’Italia è fra i pochi Paesi europei che continuano a ricevere gas russo. È poco ormai, ma vitale. Ne arrivano 10-20 milioni di metri cubi al giorno, pari grossomodo al 5-10% delle importazioni italiane e al 25-50% del quantitativo che Gazprom ancora consegna all’Europa.

Gazprom ha reso nota la situazione con un comunicato stampa diffuso via Twitter. Sostiene che il gas illegalmente trattenuto dall’Ucraina è quello diretto alla Moldova, la quale a sua volta è indietro nel pagare i suoi conti. Gazprom però non accenna a tagliare il gas alla Moldova. Accenna invece a tagliarlo, genericamente, all’Europa, come si vede cliccando sul tweet:

In traduzione:

Fornitura di gas alla Moldova attraverso l’Ucraina. Gazprom prende nota del fatto che perdite di gas russo avvengono nel territorio dell’Ucraina. Riguardano il volume fornito ai consumatori moldavi nell’ambito del contratto con Moldovagaz. Il volume di gas consegnato da Gazprom al punto di ingresso di Sudzha per il transito verso la Moldova attraverso il territorio ucraino è maggiore del volume fisico di gas che supera il confine tra Ucraina e Moldova.

Il 21 novembre, Moldovagaz ha effettuato il pagamento a Gazprom per una parte delle forniture di novembre, come previsto dal contratto. Il volume di gas russo effettivamente fornito che non è stato debitamente pagato per il mese di novembre è di 24,945 milioni di metri cubi.

Il volume totale complessivo di gas andato perduto nel territorio ucraino è di 52,52 milioni di metri cubi.

Se lo squilibrio osservato durante il transito del gas diretto ai consumatori moldavi attraverso l’Ucraina dovesse continuare, il 28 novembre alle 10 del mattino Gazprom inizierà a ridurre le sue forniture di gas al punto d’ingresso di Sudzha attraverso l’Ucraina. Le forniture saranno ridotte di un volume pari al gas andato perso quotidianamente.

Contesto: a partire dal 22 novembre, Gazprom fornisce gas russo al punto d’ingresso di Sudzha per il transito attraverso l’ucraina nella misura di 42,9 milioni di metri cubi al giorno.

Il punto di transito di Sudzha, in Ucraina, è l’unico dal quale passa il gas russo diretto verso Ovest. L’Ucraina stessa ha chiuso in maggio l’altra rotta del gas russo sul suo territorio, quella via Novopskov, con conseguente riduzione delle forniture all’Europa. Per il resto, il gasdotto Yamal, che attraversa la Polonia, non funziona più da mesi. Il Nord Stream, nel Mar Baltico, è saltato in aria per un sabotaggio.

Se l’Europa fosse un luogo normale, i clienti di Gazprom si attaccherebbero al telefono e chiamerebbero Kiev. Direbbero: per favore, sistemate con cortese sollecitudine la faccenda con Gazprom, che la vostra lite ci danneggia a prescindere dal torto e dalla ragione.

Però l’Europa non è più un luogo normale e non risulta che qualcosa del genere stia avvenendo. I media riferiscono solo che l’Ucraina afferma di aver consegnato tutto il gas alla Moldova. E quindi prevedibilmente lunedì 28 il rubinetto del residuo gas russo diretto verso l’Italia si chiuderà un altro po’.

GIULIA BURGAZZI





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