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Cartabianca, Massimo Galli sbotta in diretta Tv dalla Berlinguer

Nella puntata di ieri, 28 Settembre 2021, di Cartabianca su Rai 3 si è affrontato il delicato tema della presenza o meno dei virologi in Tv. Tutto nasce da una richiesta del deputato del gruppo Misto, Giorgio Trizzino, il quale in una nota ha dichiarato: «Ho chiesto con un mio ordine del giorno un impegno al Governo di intervenire affinché tutti i dipendenti delle strutture sanitarie pubbliche o private (virologi, immunologi, infettivologi, igienisti, ecc.) e degli organismi ed enti di diretta collaborazione con il Ministero della Salute, possano partecipare alle trasmissioni televisive o radiofoniche e rilasciare interviste previa esplicita autorizzazione della propria struttura sanitaria di appartenenza». Il primario di malattie infettive al Sacco di Milano, Massimo Galli, ha commentato in diretta a Cartabianca quanto dichiarato del suo collega.

“Dice panzane”

Il professor Massimo Galli, durante la puntata di Cartabianca, interpellato da Bianca Berlinguer sulle dichiarazioni di Trizzino, come riportato da IlGiornale.itha dichiarato: «Dice “panzane”, sta avendo il suo massimo momento di gloria. La posizione assunta mi consente perfino di prendere, in linea di principio, le difese di coloro che hanno detto cose che non si potevano sentire, che non si sarebbero dovute o potute dire. Ma in un Paese democratico hanno comunque diritto di essere interpellati e di dire quel che pensano, anche se questa è una corbelleria. Mi rendo conto che questa cosa ha creato danni importanti, che sono stati spesso cavalcati da altri».

Poi Massimo Galli ha aggiunto: «Queste posizioni sono state cavalcate da chi ha avuto interessi a cavalcarle. Alcuni che hanno assunto un ruolo e avevano titolo accademico e di studio per essere esperti in certe cose ne hanno detto di profondamente sbagliate. Ahimè, l’unico modo per evitare questa cosa è decidere che non si è in regime di emergenza ma in stato di guerra. Mettere, quindi, una censura militare. Si parla soltanto in termini di autorizzazione diretta. Era questa la situazione? Questo che voleva la gente? Era questo che poteva essere importante per l’informazione? Non credo».



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