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La Germania opera in violazione dei trattati UE?

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Il 29 settembre la Germania ha annunciato uno “scudo di difesa economica” da 200 miliardi di euro.

Un’interrogazione a risposta scritta presentata Eurodeputato della Lega, Antonio Maria Rinaldi, chiede se questa manovra non possa essere una violazione dei trattati europei che disciplinano gli aiuti di Stato. Il pacchetto annunciato dal Cancelliere tedesco ha sollevato non poche critiche in Europa e c’è chi parla di cannibalizzazione tra Paesi europei.




16 minutes ago



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uno scontro fra globalismo e sovranismo – Fulvio Grimaldi

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A scrutini praticamente ultimati è l’ex presidente Lula Da Silva ad ottenere la maggioranza delle preferenze, con l’uscente Jair Bolzonaro in seconda posizione pronto per il ballottaggio che si terrà alla fine di ottobre. In Brasile sembra così riproporsi lo scontro fra le due posizioni politiche che attualmente sembrano contendersi il mondo: il globalismo e il sovranismo. Con il giornalista, documentarista e scrittore Fulvio Grimaldi analizziamo le storie dei due politici, scoprendo che forse

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si tratta di due facce della stessa medaglia.



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Nandra Schilirò licenziata: la punizione per aver detto “no”

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“Ho giurato di difendere il popolo italiano e la Costituzione. Tutti gli italiani, non solo quelli che usano il green pass”. Così l’ex vicequestore Nunzia Alessandra Schilirò commenta il recente licenziamento, esattamente un anno dopo il discorso che tenne dal palco di San Giovanni, in cui prese ufficialmente posizione contro la misura del green pass. Una decisione che Schilirò ad oggi paga sulla propria pelle e di cui parliamo in questa intervista.



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Iran, una polveriera pronta a esplodere? – Tiziana Ciavardini

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L’Iran è a ferro e fuoco e a guidare la rivolta è il volto di Mahsa Amini, 22enne morta alcuni giorni fa in circostanze misteriose dopo 3 giorni di coma. Secondo quanto riportato dai media, la ragazza sarebbe stata brutalmente pestata dalla polizia morale che l’aveva arrestata per non aver indossato l’hijab correttamente. Nel giro di poco centinaia di donne e uomini sono scesi in piazza rivendicando una libertà che in Iran è assente da anni. Il Paese è pronto per cambiare volto grazie alla volontà degli iraniani o una volta calmate le acque la repressione sarà ancora più brutale? Facciamo il punto con Tiziana Ciavardini, antropologa culturale, giornalista e tra i massimi esperti di Iran in Italia.



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Il terzo like: Ecco chi ci governa davvero

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In che modo i Signori del Web sono coinvolti in complesse strategie di manipolazione delle masse e di ingegneria sociale? I social network sono davvero gratis? E se li stessimo pagando più di quanto pensiamo e in una moneta di cui ignoriamo l’esistenza?

Rocco cerca di rispondere a tutte queste domande nel libro Il Terzo like di Byoblu Edizioni



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Schiavi in cambio di petrolio: gli affari sporchi tra Italia e Libia

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Dal 2011 la Libia è diventata la meta dell’ondata migratoria del continente africano. La maggior parte dei migranti si ferma però nella zona di Tripoli, dove finisce nei centri di detenzione. Qual è il collegamento tra i finanziamenti che l’Italia fornisce al Governo libico, il traffico illegale di petrolio e la tratta di esseri umani. Ripercorriamo questa storia con Michelangelo Severgnini, documentarista e autore de “L’urlo. Schiavi in cambio di petrolio”.




20 minutes ago



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“Viruscrazia: come l’allarme sanitario ha consolidato il Neoliberismo”

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Da quando è stato dato l’allarme Coronavirus e i governi hanno messo in campo politiche di restrizione delle libertà personali sempre più stringenti, il giornalista Franco Fracassi ha studiato instancabilmente quanto stava accadendo, paragonando dati internazionali, studi scientifici, analizzando i giganteschi vantaggi economici che sono confluiti nelle casse di multinazionali nel campo farmaceutico e non solo. Autore di un volume di grande successo, “I misteri di Wuhan”, sull’origine del Sars

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Cov 2, e di “Protocollo Contagio”, ora Fracassi produce un audio-documentario il cui scopo è analizzare come la dichiarata pandemia da coronavirus e le politiche di contenimento che ne sono conseguite, siano state un moltiplicatore del modello neoliberista e dell’ideologia ad esso collegata.

Mentre interi settori produttivi, riconducibili soprattutto alle piccole e medie imprese, venivano impoverite e spesso costrette a chiudere, grossi colossi economici hanno accresciuto a dismisura i propri profitti, riplasmando le società secondo schemi inediti. In questa intervista Byoblu ha ascoltato Fracassi sul suo nuovo lavoro prodotto insieme a Massimo Lauria dal titolo ‘Viruscrazia’.



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Eccesso di mortalità: cosa dicono i numeri ufficiali

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Nell’ambito delle conseguenze della campagna vaccinale contro il Covid19, è sicuramente interessante la questione relativa alla variazione della mortalità. Ha fatto molto discutere un post sul social network Sfero relativo ad un analisi dei dati ufficiali sulla mortalità generale: dai numeri riportati nel database europeo Euromomo e, soprattutto, da ONS, l’istituto di statistica britannico, si intravede un aumento della mortalità non covid, con alcune differenze tra vaccinati e non vaccinati:

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l’aumento di mortalità riguarda in particolare la prima categoria.

Alessandro Bagnato, che è un esperto nell’analisi dei dati e lavora in ambito assicurativo, ha analizzato i numeri ufficiali. Le sue conclusioni sono state smentite da alcuni presunti fact checkers ma lui ha risposto puntualmente a tutte le critiche che gli sono state mosse. Ripercorriamo dunque questa situazione per fare chiarezza, mettendo insieme i numeri e le possibili interpretazioni, con Alessandro Bagnato.



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Si torna a scuola, le problematiche di docenti e studenti – Alessandro Giuliani

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Il mese di settembre coincide con il rientro a scuola per milioni di studenti e altrettanti docenti. Tra crisi energetica e problematiche di lungo corso, la scuola italiana è chiamata ad affrontare un nuovo anno scolastico pieno di interrogativi. Byoblu ha sentito Alessandro Giuliani, direttore della rivista ‘La Tecnica della Scuola’, per capire quali sono le esigenze dei docenti e degli studenti alle porte del nuovo anno scolastico.




13 minutes ago



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“Big Pharma detta legge ma forse l’aria sta cambiando” – Francesca Donato

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Negli scorsi giorni, nelle stanze del Parlamento Europeo, si è riunita la Commissione Covi, tra i cui scopi rientra la discussione sul “Trattato della salute europeo”, che i vertici dell’UE hanno intenzione di redigere nei prossimi mesi. Ai lavori ha partecipato l’eurodeputata Francesca Donato, che ha offerto a Byoblu un resoconto su quanto si è detto in commissione.




10 minutes ago



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Il piano energia di Cingolani: “abbassate i termosifoni”

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Il Ministero per la Transizione ecologica guidato da Roberto Cingolani ha pubblicato il “Piano nazionale di contenimento dei consumi da gas naturale”. Una parte consistente del documento è dedicata alle “misure comportamentali” attraverso cui è semplicemente irreale pensare di affrontare una crisi energetica come quella attuale. Per discutere dell’argomento Byoblu ha invitato Carlo Tarallo e Matteo Brandi.




1 minute ago



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Imprese unite sul caro bollette: “non pagheremo”

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Raffaele Modeo, presidente di TNI Italia, associazione sindacale di tutela nazionale imprese, ci presenta la situazione critica di ristoratori e albergatori italiani. Le bollette sono quadruplicate rispetto all’anno scorso, in certi casi luce e gas costano 10 volte tanto. Per questo TNI, rappresentando più di 30 mila imprese italiane, organizza una grande manifestazione per il 13 settembre davanti la sede ENI. Il luogo è simbolico per Modeo: “mentre ci stanno arrivando le bollette

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stratosferiche, nel primo semestre 2022 la società ha fatto 7,3 miliardi di utili”. Per le imprese di TNI si tratta di speculazione, per questo non pagheranno le bollette finché le istituzioni non giustificheranno tali aumenti.



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Altro che bollicine. Acqua frizzante, concimi ed anidride carbonica ad uso industriale – Visione TV

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La crisi dell’acqua frizzante occupa lenzuolate di carta stampata. Sempre più difficile trovarla nei supermercati: manca l’anidride carbonica per le bollicine. Si teme fortemente per i destini delle bibite gassate.

Meriterebbe però mettere l’accento su altri aspetti. Primo, l’anidride carbonica che serve per le bollicine è un sottoprodotto della fabbricazione dei fertilizzanti, che si è molto ridotta in tutta l’Unione Europea. Richiede moltissimo gas, ora scarso e caro a causa delle sanzioni alla Russia: ma senza fertilizzanti nei campi può crescere ben poco. Secondo, l’anidride carbonica serve per la conservazione dei cibi, negli ospedali, per vari tipi di estintori…

Qualcuno, ai piani alti, si sta preoccupando che non venga a mancare l’anidride carbonica necessaria per impieghi ben più importanti delle bollicine? Risposta non pervenuta. Si preferisce sottolineare che acqua frizzante e bibite gassate, alle quali ora bisogna rinunciare, fanno male alla salute.

E poi c’è il problema, enorme, dei fertilizzanti azotati. L’anidride carbonica si forma durante la loro produzione. Il procedimento per ottenerli parte dal gas, che rappresenta il 70-80% dei costi di produzione: oltre a fornire energia, costituisce anche la materia prima.

In seguito ai rincari, la produzione di fertilizzanti azotati nell’Unione Europea è ridotta al lumicino. Il riassunto della situazione è in una mappa elaborata gualche giorno fa da ICIS, un’azienda che offre consulenze relative a risorse e mercati. Riguarda sia la produzione di fertilizzanti sia le industrie chimiche, anch’esse energivore.

Fra le fabbriche di fertilizzanti che lavorano a ritmo ridotto ce ne sono anche due italiane. La Yara di Ferrara, abituata a sfornare in un anno ben 600.000 tonnellate, ha ridotto la produzione del 65%. La Trinseo di Rho, di solito  90.000 tonnellate all’anno, ha ridotto la produzione del 25%.

Non si parla, al momento, di scarsità dei fertilizzanti, dato che si può supplire con l’importazione. Tuttavia l’effetto collaterale della ridotta produzione europea è il rincaro: +170%, secondo Coldiretti. I prezzi dei prodotti alimentari non potranno non risentirne: i fertilizzanti vanno sparsi sui campi ogni anno, altrimenti la produzione agricola crolla. È una questione ben più seria delle bibite gassate e delle bollicine.

GIULIA BURGAZZI





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almeno sei i morti – Visione TV

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Un attentatore  ha colpito l’ambasciata russa a Kabul, in Afghanistan, ieri, lunedi 5 settembre verso le alle 10:50 (06:20 GMT). Il Ministero degli Esteri della Federazione Russa e funzionari afghani riferiscono di almeno sei vittime, tra le quali almeno due dipendenti dell’ambasciata, oltre a quattro cittadini afghani. L’esplosivo sarebbe stato piazzato vicino all’ingresso della sezione consolare dell’edificio, in Darulaman road.

La notizia è stata riportata da Aljazeera che parla di un attentatore sconosciuto, quindi non ancora identificato che sarebbe morto in conseguenza dell’attentato.

Successivamente l’Ansa parla di una rivendicazione da parte dell’Isis. Secondo Khalid Zadran, portavoce della Sicurezza di Kabul, il kamikaze voleva farsi esplodere tra la folla in fila per ottenere un visto, ma è stato ucciso dalle guardie prima di arrivare all’obiettivo.

Secondo l’agenzia Ria Novosti l’attentatore suicida ha azionato la carica esplosiva quando un diplomatico russo è uscito per rendere nota una lista di persone a cui era stato concesso il visto.

Il ministro degli Esteri russo Sergeij Lavrov, secondo quanto riportato dall’agenzia Tass, ha dichiarato: “Sono state adottate immediatamente una serie di misure per rafforzare la protezione del perimetro esterno, sono state incaricate forze aggiuntive delle autorità talebane e attivate le capacità dell’intelligence e controspionaggio dell’Afghanistan”.

ANTONIO ALBANESE



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Il prezzo del cibo in Italia aumenta ma in Russia diminuisce – Visione TV

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Hanno detto che le sanzioni avrebbero messo l’economia russa in ginocchio, ma al momento in ginocchio siamo solo noi. Come è cambiato il prezzo di cibo ed energia in Russia e come è cambiato in Italia? Si può tentare un paragone grazie a un articolo del tabloid britannico The Sun, che può essere definito in molti modi ma certo non come organo della propaganda putiniana. Il succo: in Russia, almeno per ora, se la passano assai bene mentre in Europa piangiamo.

In Russia, secondo i dati del Sun, dall’inizio dell’anno il prezzo del cibo è diminuito complessivamente dell’11,3%. Il prezzo di vari tipi di frutta e verdura è diminuito in misura variabile fra il 13 e il 33%. Le bollette sono invece aumentate del 10%. Solo del 10%! In Italia le bollette sono talmente rincarate che costituiscono ormai un attentato alle coronarie.

Al Sun, come è logico, importa il raffronto con la situazione della Gran Bretagna, che appare disastrosa quasi come la nostra. In Gran Bretagna, nell’ultimo anno il cibo è rincarato del 10,5%; la frutta e la verdura del 10-18%; le bollette di gas ed elettricità  dell’80%.

E in Italia? Il dato ufficiale dei rincari riguarda l’eterogeneo paniere Istat. In agosto, i prezzi del “paniere” hanno registrato un aumento complessivo dell’8,4% su base annua e dello 0,8% su base mensile, con rincari annui più considerevoli per i “beni energetici” (+44,9%; spaziano fino a comprendere perfino i lubrificanti) e per i “beni alimentari lavorati”, cioè quelli oggetto di trasformazione, come gli insaccati e i succhi di frutta: + 10,5% in un anno.

Già le cifre del paniere Istat inducono a sospirare al pensiero dei prezzi che invece sono diminuiti nei supermercati russi. Cercando di scavare un po’ più a fondo, secondo Coldiretti in Italia negli ultimi 12 mesi gli ortaggi sono rincarati del 12,2% e la frutta dell’8,5%, inducendo la gente a diminuire gli acquisti. E poi farina +23%, riso e pasta +22%, pollo +16%, uova +15%…

L’articolo del Sun non consente tutti questi paragoni. Dice però che in Russia dall’inizio dell’anno le patate sono diminuite di prezzo del 28%; i cavoli sono diminuiti del 33%; i pomodori del 14%; le carote del 13%. E la frutta, altro che aumentare come in Italia! Sempre in Russia, banane -14%.

Quanto alle bollette, il sensibile ma non tragico rincaro russo del 10% da gennaio può essere messo a confronto solo con i terrificanti rincari dei mercati all’ingrosso: di lì in poi, ogni fornitore italiano di energia elettrica e di gas ha i suoi prezzi, mentre alcune famiglie – ma non tutte – possono utilizzare i modesti sconti dei bonus governativi.

Per quanto riguarda l’energia elettrica, il PUN (Prezzo Unico Nazionale) in gennaio era di 224 euro al MWh; in agosto, sempre in media, è salito a 543 euro al MWh. Più che raddoppiato, a fronte delle bollette rincarate del 10% in Russia.

E il gas? Al TTF di Amsterdam, la Borsa che determina il prezzo in tutta l’Unione Europea, il prezzo del gas in consegna futura era di 72 euro al MWh lunedì 3 gennaio scorso: i due giorni precedenti non contiamoli, perché erano festivi e la cifra, come sempre in questi casi, era più bassa. Il gas ha toccato una punta di 346 euro al MWh a fine agosto e in questo momento è sceso (si fa per dire) a 214 euro al MWh. Quasi triplicato.

GIULIA BURGAZZI

 

 



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L’UE si prepara all’economia di guerra. Pieni poteri, o quasi, alla Commissione Europea – Visione TV

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Sono in arrivo le regole per l’economia di guerra nell’Unione Europea. Nella versione attuale, ancora provvisoria, attribuiscono alla Commissione Europea il compito di pianificare a livello centrale molti aspetti dell’economia. Arriverebbe ad avere i pieni poteri, o quasi. La Commissione Europea non è un organo elettivo e il suo operato non è soggetto al giudizio degli elettori.

La bozza delle regole per l’economia di guerra, teoricamente segreta, è stata rivelata dalla testata economica Bloomberg. Deve ancora affrontare il complesso iter legislativo verso l’approvazione, che di solito comporta cambiamenti anche sostanziali del testo.

Le regole che la bozza prevede  andrebbero applicate durante qualsiasi emergenza, comprese instabilità geopolitica, cambiamenti climatici e disastri naturali. Con un minimo di buona volontà, si potrebbero far ricadere entro questa ampia definizione tutte le possibili circostanze: le regole rimarrebbero in vigore praticamente sempre.

In caso di emergenza, la Commissione Europea avrebbe il potere di ordinare alle aziende di dare la precedenza ai beni e ai prodotti “pertinenti alla crisi” e destinati a rimanere nell’Unione Europea. Casomai le aziende non eseguissero prontamente, verrebbero multarle di un importo pari all’1,5% del fatturato medio giornaliero per ogni giorno di ritardo.

Sia la Commissione Europea sia gli Stati membri, sempre secondo la bozza, durante le emergenze avrebbero il compito di tenere sotto controllo la catena degli approvvigionamenti per impedire carenze. Multe fino a 300.000 euro alle aziende che, a questo proposito, fornissero informazioni false.

Su richiesta di almeno 14 dei 27 Stati membri, la Commissione Europea potrebbe ordinare a tutti gli Stati di accumulare scorte di determinati prodotti. Su richiesta di due soli Stati membri, potrebbe negoziare forniture di prodotti  destinati all’intera Unione Europea. In questo caso, agli Stati non verrebbe concesso di approvvigionarsi in altro modo.

Nella bozza si legge che la Commissione Europea negozierebbe queste forniture sulla base del ruolo che ha svolto per l’approvvigionamento dei vaccini Covid. Per la cronaca, i contratti dei vaccini Covid sono segreti; il pagamento è a carico degli Stati; la Commissione Europea ha acquistato 4,2 miliardi di dosi per i 447 milioni di abitanti dell’UE: cosa che non ha mancato di suscitare ribellioni perfino nelle ovattate stanze di Bruxelles.

Non solo. La Commissione Europea in caso di emergenza avrebbe anche un altro potere. Potrebbe cioè vietare agli Stati membri di impedire l’esportazione verso altri Stati UE dei beni che si rivelassero di importanza cruciale.

Se questa proposta diventasse rapidamente legge, si rivelerebbe una solenne fregatura per il gas dell’Italia. Ora gli stoccaggi italiani sono pieni all’84% circa. In caso di crisi del gas e di approvvigionamenti interrotti, gli stoccaggi non basterebbero per superare l’inverno ma almeno consentirebbero di tirare avanti per quattro settimane.

Gli stoccaggi degli Stati UE non sono tutti pieni allo stesso modo. Quelli lettoni, ad esempio, in questo momento sono a quota 49,9%. Senza contare la Germania, che ha sì gli stoccaggi pieni ma che già ora subisce l’interruzione pressoché totale delle forniture in seguito al blocco a tempo indeterminato del gasdotto Nord Stream.

Le attuali regole UE per la solidarietà fra Stati in caso di crisi del gas non sono rigide e vincolanti. Ma se la Commissione Europea assumesse i pieni poteri, o quasi, in caso di emergenza gas avrebbe la facoltà concreta di imporre all’Italia l’esportazione del gas contenuto negli stoccaggi italiani.

GIULIA BURGAZZI



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Liz Truss, una nuova Lady di Ferro a Downing Street – Visione TV

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Chiusa l’era Johnson, a Downing Street le porte si aprono per accogliere Liz Truss, già ministro degli Esteri: sarà lei il 56° primo ministro britannico nonché terza donna a ricoprire questo ruolo dopo Margaret Thatcher e Teresa May . La vittoria sul rivale Rishi Sunak è stata meno netta di quanto ci si aspettava, ma non sono bastati 60.399 voti a  Sunak per battere la nuova “Lady di Ferro”, come battezzata dai media: è stata eletta con  81.326 preferenze, ovvero il 57% del totale, un gap molto inferiore rispetto ai 32 punti percentuali di vantaggio che pronosticava l’istituto britannico YouGov.

“Lady di Ferro”: un chiaro riferimento a Margaret Thatcher, primo ministro del Regno Unito dal  1979 al  1990, la prima donna ad aver ricoperto questo incarico, rimasta in carica per più tempo in assoluto nel 20esimo secolo.

La 47enne sembra proprio ispirarsi alla Lady di Ferro, sia nel modo di vestire che nel linguaggio e nel modo di comunicare attraverso i media: ma in gioventù pare che le su idee fossero diametralmente opposte. I tabloid inglesi ci raccontano di una ragazza ultra-attivista, nata da genitori laburisti, fervente militante anti nucleare e contraria alla monarchia.

Candidata due volte senza successo al Parlamento, riuscì ad essere eletta nel 2010 nel seggio di Southwest Norfolk.

La sua metamorfosi politica la porta ad essere oggi l’opposto della convinta europeista che era ai tempi del referendum per restare in Europa: una convinta liberista, favorevole al taglio delle tasse ai giganti di petrolio e gas, che hanno ottenuto profitti enormi dalle ultime speculazioni.

“È sbagliato guardare alla politica economica attraverso la lente della redistribuzione“, ha dichiarato la Truss al The Guardian: “Il dibattito economico negli ultimi 20 anni è stato dominato da queste discussioni e ciò a cui abbiamo assistito è una crescita relativamente bassa. Un errore che è stato ripetuto per troppo tempo”. La sua idea di rilancio dell’economia, lo si evince da quanto dichiarato sempre al quotidiano inglese,  passa da una riduzione fiscale alle fasce più abbienti: il risultato di questa manovra fiscale porterebbe ad una rivitalizzazione dell’economia di cui beneficerebbero tutti.

Da politica non mancano le promesse di ridurre le tasse, ma anche di aumentare la spesa per la difesa oltre il 3% del Pil: sull’Ucraina si spinge oltre l’incondizionato sostegno e l’impiego delle sanzioni occidentali contro la Russia, fantasticando un’improbabile la riconquista di Crimea e Donbass. Ma sul conflitto ucraino si  è spinta anche molto oltre: nel corso di un incontro a Birmingham con i membri del partito, incalzata dal presentatore dell’evento John Pienaar, si è detta, con glaciale freddezza, pronta a premere il pulsante nucleare della Gran Bretagna, se necessario, anche se ciò significasse “annientamento globale (…). Ritengo che sia un dovere importante del primo ministro e sono pronta a farlo”.

Si erano già concluse venerdì le votazioni, cominciate a inizio agosto, dei 180mila membri del partito conservatore, chiamati ad eleggere il loro nuovo leader e di conseguenza il primo ministro: nel Regno Unito chi guida il partito che ha vinto le elezioni diventa automaticamente premier.

Prima del suo insediamento dovrà ricevere incarico formale dalla Regina Elisabetta, ma la  cerimonia non si terrà come da tradizione a Buckingham Palace, bensì Balmoral, la residenza reale in Scozia.

Proprio su questa “rottura delle consuetudini” si rincorrono indiscrezioni sullo stato di salute della regina, che pare soffra di una ridotta mobilità: la regina ha anche ridotto le sue apparizioni pubbliche negli ultimi mesi, tanto che secondo il The Sun il cambio di programma per l’investitura di Truss è dovuto al parere dei medici, che avrebbero  sconsigliato fortemente di abbandonare il castello di Balmoral in Scozia, al cui interno si trova da circa un mese, per trascorrervi le vacanze estive.

ANTONIO ALBANESE



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dalla Pennsylvania parte lo scontro per le elezioni di Midterm – Visione TV

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A distanza di poche ore e di pochi chilometri l’uno dall’altro, Joe Biden e Donald Trump sono entrati nella campagna elettorale per le elezioni di metà mandato previste negli Stati Uniti per l’otto novembre. Entrambi hanno scelto di parlare agli americani dalla Pennsylvania, uno Stato chiave per la prossima tornata, così come lo era stato per le presidenziali. La partita tra repubblicani e democratici, e più nello specifico tra l’ex presidente Trump e l’attuale Biden, a ben guardare non si é mai chiusa davvero.

La vicenda della presunta frode elettorale alle politiche del 2020, tuttora non del tutto chiarita, continua infatti a pesare nell’opinione pubblica: più della metà della popolazione americana pensa che a Washington vi sia un inquilino illegittimo. Da questo punto di vista le elezioni di midterm rappresentano un momento di passaggio importante.

Biden ha scelto Philadelphia e uno sfondo a luci rosse per fare un lungo discorso al cui centro ha posto gli ormai innegabili problemi della nazione e l’importanza di essere uniti nell’affrontare  momenti bui come quello attuale, per preservare la democrazia come punto cardine della nazione.

Peccato che tra le disgrazie elencate con voce roca e tosse stizzosa abbia incluso e acceso i riflettori sui repubblicani e su Trump, descrivendoli come vere e proprie minacce alla sopravvivenza democratica del Paese e di fatto i nuovi fascisti contro cui combattere. Strano modo di chiamare gli americani all’unione e alla vicinanza a tutti i costi:

“I repubblicani non possono amare la loro patria solo quando vincono”, ha affermato Biden: “Voglio dire ai votanti che l’ideologia di Donald Trump é una vera e propria minaccia alla democrazia, (…) l’ideologia Maga é vicina al fascismo”.

Dal canto suo, Trump si é presentato a Wilkes-Barre, appena 100 miglia da Philadelphia, al suo primo rally dopo il raid alla sua mansion in Florida avvenuto l’8 agosto scorso, e ha accusato Fbi e Dipartimento di Giustizia, non esitando a definirli veri e propri mostri feroci, o la mano armata dei democratici.

Durante il rally organizzato per sostenere le candidature di Oz e Mastriano,  l’ex presidente ha inoltre risposto alle accuse mossegli da Biden, definendo il discorso del democratico come il più divisivo di sempre, pieno di odio e inutile cattiveria.

Trump ha parlato di Biden come di “un nemico dello Stato”, sottolineando come dal suo punto di vista l’amministrazione democratica di Philadelphia renda conto della profonda devastazione in cui versa attualmente la città:

“Il vergognoso raid che ha colpito casa mia é altro rispetto alla vera giustizia, che ha messo alla berlina gli Stati Uniti di fronte al mondo intero, perché il mondo intero stava guardand.(…)”, ha dichiarato Trump:“L’Fbi ed il Dipartimento di Giustizia sono diventati orribili mostri, mano armata dei dem più radicali, avvocati e media, che dicono loro cosa fare, (…) ma non ci silenzieranno(…). Se vogliamo dirla tutta, Joe Biden che ci accusa di essere una minaccia per lo stato della Pennsylvania è il vero nemico dello Stato, lui e chi lo controlla sono i veri nemici(…)”

Ma al di là dei botta e risposta tra i due, come sono messe le cose davvero per repubblicani e democratici?

I democratici, che hanno perso gran parte del loro consenso dopo due anni di disastrosa presidenza Biden, di colpi ne avrebbero già tentato almeno uno secondo gli ambienti trumpiani, con il summenzionato raid a Mar-a-Lago dello scorso 8 agosto, alla ricerca di non meglio precisati documenti, e con la speranza di poter mettere Trump dietro le sbarre o almeno di portarlo in un’aula di tribunale.

Sanno perfettamente che il tycoon newyorkese ha ancora enorme consenso popolare e in effetti non vi sarebbe modo migliore di blindare il Paese se non quello di fermare l’ex presidente.

La commissione per il 6 gennaio, dal canto suo, quella che secondo Nancy Pelosi e Chuck Shumer avrebbe dovuto mettere la parola fine all’era Trump, non sta producendo i risultati sperati.

Anzi, ogni qual volta spuntano nuovi testimoni, o quando escono nuovi filmati relativi al cosiddetto assalto a Capitol Hill, pare configurarsi una verità molto diversa da quella originariamente ricostruita nei racconti dei democratici. E anzi, secondo il Washington Examiner, è sempre più spesso proprio l’Fbi, ultimamente con ben 14 whistleblowers, a farsi avanti per rivedere la narrativa democratica.

Il panico dei candidati blu si fiuta dunque evidentemente nell’aria.

O i democratici organizzano un October Surprise degna di questo nome, o la strada per loro potrebbe essere in salita.

MARTINA GIUNTOLI

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A Milano Gastech 2022 si parla di energia. Ma senza la Russia – Visione TV

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Si inaugura oggi 5 settembre a Milano Gastech 2022, importante Fiera dell’energia incentrata sui temi della sicurezza energetica, del rifornimento di energia a prezzi accessibili per tutti e della riduzione delle emissioni di carbonio.

Si tratta di un forum enorme, con quasi 50mila partecipanti tra rappresentanti, delegati, espositori: prevista la partecipazione di ministri, amministratori delegati e personalità del settore energetico. La conferenza inaugurale, rivolta ai partecipanti, prevede un discorso di apertura da parte del sottosegretario agli Affari Esteri, Manlio Di Stefano, nonché gli interventi del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e del presidente della Lombardia Attilio Fontana.

Oltre 40 le aziende presenti nel padiglione italiano – tra cui Eni, Snam, Saipem e Maire Tecnimont -, mentre i relatori provengono dai più alti livelli industriali e governativi: ci saranno ad esempio Christiana Figueres, ex segretario generale dell’Unfcc (Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici); Sigmar Gabriel, ex vice cancelliere ed ex ministro degli Esteri della Germania; Dan Brouillette, ex segretario all’Energia degli Stati Uniti.

Quest’anno il tema del gas e dei costi fuori controllo è al centro dell’attenzione. E Gastech propone un forum dove discutere della crisi energetica attuale, degli scenari geopolitici e della sicurezza energetica globale, affrontando argomenti chiave quali il futuro dell’energia, la sicurezza e l’approvvigionamento energetico.

“Trovare soluzioni urgenti alla crisi energetica globale, prima della stagione di riscaldamento invernale”, commenta Christopher Hudson, presidente di Gastech. Tuttavia è curioso che si possa discutere di energia senza sentire i rappresentanti del Paese che contribuisce per oltre il 60% alle forniture dell’intera Europa, ossia la Russia. Nella pagina dedicata all’evento non c’è infatti traccia di relatori o rappresentanti di aziende della Federazione: non è chiaro se per scelta delle aziende stesse o se si tratta dell’ennesima esclusione da parte degli organizzatori occidentali.

Il Paese con la percentuale di  risorse naturali più alto al mondo resta ad ogni modo fuori da una kermesse che proprio per tale motivo appare monca di un interlocutore importante, pur essendo partecipata da personalità di alto rilievo provenienti da Asia, Africa, Europa e America.

L’economia russa procede a passi da gigante: la crescita economica della Federazione è stata particolarmente efficiente e spedita proprio – è curioso farlo notare –  nel periodo delle sanzioni, che avrebbero dovuto colpirla nel cuore dell’economia.

A Milano si discute chiusi nei padiglioni della Fiera mentre là fuori i cosiddetti Paesi emergenti, i Brics, stanno costruendo un mondo nuovo, non più unipolare, spostando, forse irreversibilmente,  gli assi dell’economia mondiale.

ANTONIO ALBANESE

 



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Crisi del gas, l’Unione Europea nel panico vuole istituire il tetto di prezzo. Ma funzionerà? – Visione TV

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Comunque vada, rischia seriamente di essere un disastro. I ministri UE che si occupano di energia si riuniscono venerdì 9 in modalità panico per discutere la crisi del gas. Le loro decisioni impatteranno sulla vita quotidiana di tutti i cittadini dell’Unione Europea, italiani compresi.

I ministri sono in modalità panico perché Gazprom, come si temeva, ha effettivamente chiuso a tempo indeterminato il gasdotto Nord Stream, che porta gas in Germania. Altro ossigeno vitale che viene a mancare all’economia europea. I provvedimenti che sono effettivamente sul tavolo dei ministri sono piuttosto disomogenei rispetto a quelli che la Commissione Europea ha proposto alla loro attenzione. Segno, questo, che a Bruxelles regna una certa agitazione.

Le ipotesi di cui discutono i ministri, teoricamente segrete, sono trapelate grazie all’agenzia Reuters e alla testata economica Bloomberg. Sempre che alcune di esse si trasformino in provvedimenti, rischiano seriamente di aggravare la situazione. Un disastro, insomma, a cominciare dall’eventualità di istituire un tetto al prezzo del gas: forse un tetto di prezzo per tutto il gas, forse solo per il gas usato nella produzione di energia elettrica o forse addirittura solo per il gas russo. E’ l’ipotesi che piace a Draghi e che ultimamente ha convinto anche la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

Di fronte ad tetto di prezzo oltre il quale il gas non si può né comprare né vendere e più basso del prezzo (segreto) pattuito per le forniture, la Russia chiuderebbe immediatamente i residui rubinetti: sarebbe un disastro. Fuggirebbero verosimilmente a gambe levate anche altri fornitori: chi mai accetterebbe di vendere gas ad un prezzo inferiore a quello di mercato? Così la crisi del gas si arricchirebbe di un nuovo aspetto: non solo il prezzo stratosferico, ma anche l’ulteriore scarsità.

Sul tavolo ci sono anche diverse altre proposte. Nessuna è priva di potenziali effetti indesiderati. Ad esempio, si ipotizza di vietare temporaneamente la speculazione finanziaria sul prezzo del gas effettuata attraverso i derivati. Sembra una bella cosa: ora sono proprio le speculazioni di Borsa a stabilire nell’Unione Europea il prezzo del gas. Però l’Unione Europea agisce in un quadro di neolibersmo nel quale borse e mercati di regola tentano di difendersi aggressivamente da provvedimenti che limitano il loro raggio di azione. Come reagirebbero ad una mossa del genere?

Una delle ipotesi che i ministri UE prendono in considerazione consiste nel fornire agli operatori del mercato del gas una linea di credito emergenziale per metterli al riparo dalle forti turbolenze di questi mesi. Sarebbero fondamentalmente soldi nostri. Resta da vedere se basterebbero per tenerli buoni.

Altra proposta al vaglio dei ministri: escludere l’energia elettrica prodotta con il gas dal meccanismo in base al quale si definisce il prezzo dell’energia elettrica. La regola in vigore nell’Unione Europea prevede che  il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica prodotta grazie alla fonte più cara (ora è il gas) costituisca il prezzo all’ingrosso di tutta l’energia elettrica. Finché il meccanismo del prezzo resta quello, nessuno verosimilmente accetterà di produrre energia elettrica col gas per poi vedersela pagare meno del dovuto. Mancherà anche l’elettricità, oltre al gas?

GIULIA BURGAZZI



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Prima pietra per una rivoluzione?

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Il giurista Ugo Mattei, fondatore del CLN, presenta il “Resistendum”: referendum popolare propositivo autogestito di resistenza. Obiettivo del referendum è testare la potenza di fuoco del Comitato di Liberazione Nazionale, per mettere una prima pietra, con coraggio, creatività e assoluto ripudio della violenza, alla cacciata del draghismo e neoliberismo. In merito abbiamo ascoltato anche le voci del professor Davide Tutino e la dottoressa Erminia Ferrari.




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Conto alla rovescia per il Free Festival: “Abbiamo bisogno del vostro supporto”

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Manca poco alla seconda edizione del Free Festival, una tre giorni di musica, cultura e dibattiti, in programma in provincia di Ravenna dal 9 all’11 settembre. Il programma è ricchissimo: si va dal giornalismo indipendente con ospiti come Giorgio Bianchi e Virginia Camerieri, alla musica con artisti come Andrea Ra o Povia: un parterre ricchissimo che coinvolge tutti quegli artisti, giornalisti, ricercatori che hanno alzato la testa e hanno deciso di non far parte di un sistema che li vorrebbe

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schiavi e asserviti.



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“Come contrastare l’agenda Draghi?” – Enrico Montesano

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Nel giorno della presentazione delle firme da parte dei cosiddetti partiti anti-sistema, Byoblu ha contattato uno dei protagonisti dei movimenti di resistenza costituzionale, che ha però scelto di rimanere fuori dalle liste dei candidati: Enrico Montesano.

L’attore e regista ha detto la sua sui temi che più hanno caratterizzato la recente nascita dei nuovi partiti: l’impossibilità (o incapacità) di formare un’unica formazione politica, il grande entusiasmo che ha caratterizzato la raccolta

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firme, la questione dell’astensionismo e infine le possibilità che avranno le nuove formazioni politiche di contrastare l’agenda Draghi e incidere concretamente sulla vita politica italiana.



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Elezioni e democrazia, le posizioni dei cattolici – Matteo D’amico, Massimo Viglione

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Le elezioni politiche si avvicinano e la campagna elettorale entra nel vivo. Come guardano i cattolici al voto? Cosa ne pensano dei partiti anti-sistema? Possono i credenti votare partiti lontani ideologicamente e culturalmente dal mondo cristiano-cattolico? A queste e tante altre domande hanno risposto il filosofo Matteo D’Amico e lo storico Massimo Viglione in questa intervista esclusiva su Byoblu.




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Hanno mescolato le carte utilizzando la scienza per fare la politica

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La commistione fra politica e scienza dove porta? È opportuno che il ruolo di ministro della Salute venga ricoperto da chi ha avuto o ha tuttora stretti rapporti con le case farmaceutiche? Nell’interesse di chi opererebbe? Per i cittadini o Big Pharma?
Intanto le grandi forze politiche non prendono una posizione netta di discontinuità rispetto alla gestione covid portata avanti in questi ultimi due anni. Fanno eccezione le liste anti sistema, nate dal basso, che in questi giorni continuano a

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raccogliere le firme per presentarsi il 25 settembre e che hanno al primo punto del loro programma la fine delle restrizioni e degli obblighi vaccinali.

La campagna elettorale si combatte a colpi di nuovi pericoli: il fascismo e le ingerenze russe, ma intanto i dati economici italiani sono pessimi. A chi sarà data la colpa stavolta?

Attraverso un’analisi lucida, che non risparmia nessuno, Francesco Borgonovo, intervistato da Virginia Camerieri, fa il punto su cosa aspettarsi dopo il 25 settembre e con l’arrivo dell’autunno.



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I diamanti di sangue della Banca d’Italia

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Su Byoblu si parla della compravendita di diamanti fatta da alcune banche italiane e che potrebbe aver causato danni ai consumatori finali, con l’obiettivo di arricchire grandi gruppi finanziari. Ce ne parla un testimone oculare, Carlo Bertini, già funzionario di Banca d’Italia. Bertini ha provato a denunciare queste pratiche ai suo superiori, trovando però spesso un muro di silenzio. Anzi, Carlo Bertini è stato poi messo in discussione dai dirigenti dell’istituto ed è stato infine allontanato

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a seguito di un’intervista che ha rilasciato a Report.



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“Aumento bollette: una manovra di Draghi per impoverire l’Italia” – Giovanni Zibordi

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Cosa sta facendo lo Stato per rimediare alle bollette decuplicate per le aziende e ai futuri aumenti per le famiglie?
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“La politica è l’unica arma che abbiamo per riprenderci la libertà" – Nandra Schilirò

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Il 25 settembre è molto più vicino di quanto sembri e tra addii, riavvicinamenti e nuove alleanze fatte nel giro di poche ore, i partiti antisistema sembrano meno pronti che mai. Su Byoblu parla Nunzia Alessandra Schilirò, che spiega perché ha deciso di candidarsi con Italexit di Gianluigi Paragone. Il suo percorso è iniziato a settembre, dalla piazza San Giovanni, è proseguito con il progetto concluso in brevissimo tempo di Venere Vincerà e sta proseguendo con la corsa alle politiche 2022. Ma c’è ancora quell’anima che aveva risvegliato la piazza quasi un anno fa?



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Ucraina, quale futuro? – Manlio Dinucci, Massimo Mazzucco, Gianfranco Peroncini

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Il conflitto in Ucraina sembra poter durare ancora a lungo. Ma che cosa si nasconde dietro lo scacchiere russo-ucraino? In questa intervista con il giornalista e geografo Manlio Dinucci, il regista e documentarista Massimo Mazzucco e il giornalista e fotografo Gianfranco Peroncini, allarghiamo il campo per capire quale sarà il futuro dell’Ucraina, le strategie degli Stati Uniti e della Russia, e comprendere i meccanismi della partita che si gioca per il controllo dell’Eurasia. Per Byoblu

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Edizioni, Manlio Dinucci ha pubblicato ‘La guerra. È in gioco la nostra vita’; Massimo Mazzucco ‘Ucraina. L’altra verità; Gianfranco Peroncini ‘Ucraina. La “dottrina Brzezinski”’.



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Un’agenda diabolica per decimare la popolazione mondiale – Mary Holland

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In Africa, l’Organizzazione mondiale della Sanità, insieme a funzionari del governo del Kenya, si è resa responsabile di una campagna vaccinale dai risvolti terrificanti. Nel documentario ‘Infertilità: un’agenda diabolica’, realizzato dalla Children’s Health Defense di Robert Kennedy Junior, si racconta la storia agghiacciante di donne africane la cui fertilità è stata tragicamente strappata via attraverso un programma sperimentale di vaccinazione contro il tetano. Quali saranno le prossime

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vittime? Chi e perché vuole decimare la popolazione mondiale? Byoblu ne ha parlato con Mary Holland, presidente della Children’s Health Defense. Tra i temi toccati anche i vaccini contro il Covid19, gli effetti avversi e la vaccinazione dei bambini. L’intervista è interamente doppiata in lingua italiana e all’interno dell’articolo trovate la trascrizione completa.



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