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Da chi o da cosa è partita l’indagine su Luca Morisi? L’interrogativo se lo pone Dagospia e nasce da un passaggio di un articolo scritto da Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera: “Tutto comincia a metà agosto quando vengono fermati tre giovani e nell’auto hanno un flacone di droga liquida. La versione ufficiale racconta che sono loro ad accusare Morisi di avergliela ceduta”, si legge. “In realtà c’è il sospetto che Morisi fosse sotto osservazione già da qualche settimana e il controllo apparentemente casuale dei tre giovani sia scattato proprio monitorando i suoi contatti”.

Insomma, continua la Sarzanini: la “soffiata” “si rivela fondata”. Quando infatti scatta la perquisizione i carabinieri trovano altra droga nella casa del guru della comunicazione social di Matteo Salvini. “Il quantitativo è modesto, ma il fatto che i tre ragazzi lo abbiano indicato come lo spacciatore, fa scattare l’accusa più grave di cessione e non la semplice detenzione. Morisi finisce dunque nel registro degli indagati”. 

Ma appunto, si parla di “versione ufficiale” e del “sospetto” che Morisi fosse “sotto osservazione”. Quindi la domanda di Dago è più che legittima: qualcuno ha forse voluto incastrarlo? Del resto il 3 e 4 ottobre si vota per le elezioni amministrative



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