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La crisi dell’acqua frizzante occupa lenzuolate di carta stampata. Sempre più difficile trovarla nei supermercati: manca l’anidride carbonica per le bollicine. Si teme fortemente per i destini delle bibite gassate.

Meriterebbe però mettere l’accento su altri aspetti. Primo, l’anidride carbonica che serve per le bollicine è un sottoprodotto della fabbricazione dei fertilizzanti, che si è molto ridotta in tutta l’Unione Europea. Richiede moltissimo gas, ora scarso e caro a causa delle sanzioni alla Russia: ma senza fertilizzanti nei campi può crescere ben poco. Secondo, l’anidride carbonica serve per la conservazione dei cibi, negli ospedali, per vari tipi di estintori…

Qualcuno, ai piani alti, si sta preoccupando che non venga a mancare l’anidride carbonica necessaria per impieghi ben più importanti delle bollicine? Risposta non pervenuta. Si preferisce sottolineare che acqua frizzante e bibite gassate, alle quali ora bisogna rinunciare, fanno male alla salute.

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E poi c’è il problema, enorme, dei fertilizzanti azotati. L’anidride carbonica si forma durante la loro produzione. Il procedimento per ottenerli parte dal gas, che rappresenta il 70-80% dei costi di produzione: oltre a fornire energia, costituisce anche la materia prima.

In seguito ai rincari, la produzione di fertilizzanti azotati nell’Unione Europea è ridotta al lumicino. Il riassunto della situazione è in una mappa elaborata gualche giorno fa da ICIS, un’azienda che offre consulenze relative a risorse e mercati. Riguarda sia la produzione di fertilizzanti sia le industrie chimiche, anch’esse energivore.

Fra le fabbriche di fertilizzanti che lavorano a ritmo ridotto ce ne sono anche due italiane. La Yara di Ferrara, abituata a sfornare in un anno ben 600.000 tonnellate, ha ridotto la produzione del 65%. La Trinseo di Rho, di solito  90.000 tonnellate all’anno, ha ridotto la produzione del 25%.

Non si parla, al momento, di scarsità dei fertilizzanti, dato che si può supplire con l’importazione. Tuttavia l’effetto collaterale della ridotta produzione europea è il rincaro: +170%, secondo Coldiretti. I prezzi dei prodotti alimentari non potranno non risentirne: i fertilizzanti vanno sparsi sui campi ogni anno, altrimenti la produzione agricola crolla. È una questione ben più seria delle bibite gassate e delle bollicine.

GIULIA BURGAZZI





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