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L’11 ottobre 2011, in una Lettera Apostolica dal titolo Porta Fidei (La Porta della Fede), Papa Benedetto XVI ha indetto un Anno della fede da ottobre 2012 a novembre 2013 per commemorare il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II. Questo Anno Santo, secondo Benedetto, “è un invito a un’autentica e rinnovata conversione al Signore, unico Salvatore del mondo”.

“Una profonda crisi di fede”

Perché Benedetto XVI ha dichiarato questo Anno della fede? Nel suo messaggio ai giovani radunati per la Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid, in Spagna, nell’agosto 2011, osservava: “Oggi assistiamo a una certa ‘eclissi di Dio’, una sorta di amnesia che, sebbene non sia un netto rifiuto di Il cristianesimo, tuttavia, è una negazione del tesoro della nostra fede, una negazione che potrebbe portare alla perdita della nostra identità più profonda».

Benedetto era consapevole che, sotto l’influenza crescente di un’ideologia radicalmente laica, l’Europa e l’Occidente oggi stanno gradualmente perdendo il contatto con la loro identità e eredità cristiana, lasciando che Dio svanisca in secondo piano e diventi sempre più irrilevante per la vita sociale e politica. Questa insidiosa “amnesia” non solo minaccia di tagliare alla fine la moderna civiltà occidentale completamente dalle sue radici cristiane – con conseguenze disastrose per l’intero mondo civilizzato – ma ha anche iniziato a infettare sottilmente le menti e i cuori dei singoli credenti cristiani, indebolendo la loro fede e allontanandoli da Cristo.

Quale modo migliore per rispondere a questa “‘eclissi di Dio'” e combattere questa “amnesia”, questa “rinnegazione del tesoro della nostra fede”, che convocare tutta la Chiesa “ad una conversione autentica e rinnovata” al suo Signore Gesù Cristo, «il pioniere e il perfezionatore della nostra fede» (Eb 12,2) e «l’unico Salvatore del mondo»? In altre parole, l’Anno della fede ha lo scopo di rivitalizzare e riformare la Chiesa affinché possa svolgere più efficacemente la sua missione di annunciare Cristo al mondo intero.

Lo Spirito Santo ha ovviamente ispirato il nostro precedente Vicario di Cristo a proclamare questo Anno della fede per rispondere ai bisogni della Chiesa e del mondo in questo momento particolare della storia umana. Benedetto ha osservato in Porta Fidei che mentre in passato si dava per scontata l’importanza vitale della fede nel plasmare la società e la cultura umana, oggi non è più così. La laicità radicale pone sempre più i credenti religiosi con la strana idea che la fede sia una questione esclusivamente privata e individuale che non deve poter influenzare o influenzare in alcun modo la vita pubblica. Questa nozione contraddice la natura intrinseca dell’autentica fede cristiana, che deve essere pubblicamente professata e condivisa con gli altri. “Un cristiano non può mai pensare alla fede come a un atto privato”, ha sostenuto il Santo Padre, facendo eco a parole simili di Papa Giovanni Paolo II. “La fede è scegliere di stare con il Signore per vivere con lui… La fede, proprio perché è un atto libero, esige anche la responsabilità sociale di ciò in cui si crede”. Alla luce di “una profonda crisi di fede” che ha attanagliato la società e la cultura umana contemporanea, Benedetto ha sottolineato “la necessità di riscoprire il cammino della fede per illuminare sempre più chiaramente la gioia e il rinnovato entusiasmo dell’incontro con Cristo. “

Il cammino della fede-Un incontro con Cristo

Per i credenti cristiani, la fede è un incontro e una relazione con una Persona che ci ama: Cristo, il Figlio di Dio, che si è fatto uomo, ha sofferto, è morto ed è risorto dai morti per togliere i nostri peccati. Questo incontro e questa relazione d’amore danno senso e direzione alla nostra vita. Il “cammino di fede” inizia con il Battesimo, che ci rende partecipi della vita trinitaria di Dio e ci incorpora nel Corpo mistico di Cristo, la Chiesa; continua con l’aiuto degli altri sacramenti; e «si conclude con il passaggio, attraverso la morte, alla vita eterna» (Porta Fidei). La risurrezione di Cristo dai morti, vero avvenimento storico e fisico, è alla base della nostra fede cristiana: «Se Cristo non è risuscitato, vana è la vostra fede» (1 Cor 15,17).

Sfortunatamente, a causa della scarsa catechesi, alcuni cattolici oggi vedono la fede come l’accettazione riluttante di una serie di dogmi noiosi e arcaici imposti da una gerarchia autoritaria che appesantisce e costringe inutilmente le loro vite. Questa versione minimalista e distorta della fede è del tutto impotente nella vita dei suoi aderenti e del tutto poco attraente per i potenziali credenti. Queste persone non hanno mai sperimentato la fede come il viaggio emozionante e la forza liberatoria positiva che dovrebbe essere. Non c’è niente di noioso in un autentico incontro personale con Cristo. Un tale incontro è un’esperienza trasformativa e che cambia la vita che riempie una persona di gioia e la motiva a testimoniare Cristo agli altri.


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