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Enrico Letta e Giuseppe Conte si sono visti a pranzo per definire una strategia comune per la partita del Quirinale. Una mossa necessaria per predisporre la risposta al centrodestra che si presenterà con un nome condiviso dall’intera coalizione. E quel nome potrebbe essere proprio quello di Silvio Berlusconi. Sia Letta che Conte – scrive Repubblica – sono “consapevoli che solo arrivando in seduta plenaria con un solido asse Pd-5S, in grado di esprimere un nome comune, si potrà sperare di stoppare le grandi manovre in atto nel centrodestra. E vincere la sfida cruciale di questa legislatura”.

Il punto è che il nome condiviso nel centrodestra c’è mentre Pd e M5S non hanno opinioni convergenti. “Un’ipotesi forte è certo quella di Paolo Gentiloni – sottolinea ancora Repubblica –  il commissario europeo che i 5S hanno pure votato, quando decisero di tirare la volata ad Ursula von der Leyen per Palazzo Berlaymont. Nessuno dei due leader e dei loro staff conferma che di nomi si sia parlato durante il pranzo. Ma è certo che Conte è arrivato all’appuntamento dopo aver raccolto dentro il Movimento molte voci contrarie a Gentiloni. Anche per via di quel sospetto che circola forte fra i grillini: il commissario agli Affari economici avrebbe giocato un ruolo nella caduta del Conte due. Molto meglio allora – gli hanno prospettato diversi ministri e parlamentari di peso – aprire a personalità come Prodi, Veltroni, persino Franceschini”.

In pratica la strada di un’intesa sul Quirinale è tutta in salita. Perché, come chiosa Marcello Sorgi, ” l Pd ha i candidati, ma non i voti, per eleggere il prossimo inquilino del Colle. Il Movimento, all’opposto, ha i voti, dentro e fuori i gruppi parlamentari del fu vincitore delle politiche del 2018, ma non ha i candidati, nel senso che non ha chiaro per chi votare e potrebbe dividersi sui nomi che gli saranno proposti”.

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